Libro bianco delle infrastrutture del Friuli Venezia Giulia:ieri il focus sulla Venezia Giulia, oggi su Udine e Pordenone
24 Marzo 2022 | Di Venezia Giulia Economica |

Unioncamere e Uniontrasporti assieme alle Camere di commercio locali e alle imprese dei territori stanno realizzando l’analisi e la mappatura della domanda di mobilità e delle infrastrutture strategiche per la ripresa economica. Un’azione di confronto e concertazione per la definizione di nuove strategie di intervento e investimento, per un utilizzo dei big data per migliorare l’accessibilità e l’attrattività dei territori e per la crescita della cultura digitale.
Ieri si è svolto il tavolo di confronto per lo sviluppo denominato “Il sistema camerale per lo sviluppo infrastrutturale e la ripresa dell’economica del Friuli Venezia Giulia”, nel quale il presidente della Camera di commercio Venezia Giulia e vicepresidente vicario di Unioncamere ha ricordato che <già 10 anni fa, in alcuni studi realizzati da Uniontrasporti, si definiva il Friuli Venezia Giulia come una “piattaforma logistica regionale“. Oggi, con lo sviluppo che ha avuto il Porto in termini di traffici e di collegamenti, possiamo parlare di una vera e propria regione portuale nel Nord Adriatico. Non si tratta più del solo porto, ma di un sistema di “connessioni di tipo reticolare” che si espande a propria volta nel centro-est Europa con un sistema infrastrutturale sempre più esteso e messo a sistema>. In quest’ottica, la futura Zona Logistica Semplificata (Zls) del Friuli Venezia Giulia rappresenta un’opportunità unica per il sistema economico ed imprenditoriale regionale e non solo. Se in altre regioni, lo sviluppo delle ZLS ha bisogno di nuove infrastrutture, in Friuli Venezia Giulia occorre “solo” efficientare e mettere in rete quelle esistenti.
Le diverse istanze raccolte durante la mattinata di confronto con imprenditori e associazioni di categoria, assieme a quanto emergerà nel tavolo di confronto programmato per oggi sul territorio di competenza della Camera di commercio Pordenone-Udine, confluiranno nel “Libro bianco sulle priorità infrastrutturali del Friuli Venezia Giulia” che verrà presentato prima dell’estate e che rappresenterà un contributo del sistema camerale ed associativo allo sviluppo infrastrutturale della regione.
Per quanto riguarda il quadro macroeconomico e il commercio estero nel 2020 il Prodotto interno lordo (Pil) in Friuli Venezia Giulia è stato pari a 36,8 miliardi di euro, il 2% del Pil Nazionale. L’agroalimentare è uno dei segmenti più significativi dell’economia regionale con 476 milioni di euro di valore aggiunto, insieme all’economia del mare. Nel 2020 il Friuli Venezia Giulia ha registrato un interscambio commerciale (import+export) con l’estero pari a 21,1 miliardi di euro, in flessione del 9,4% rispetto al 2019. Le principali esportazioni sono rappresentate dai prodotti in metallo (19,4%), macchinari e apparecchiature (18,2%) e mezzi di trasporto che nel 2020 hanno costituito il 14,8% dell’export regionale. I mezzi di trasporto comprendono anche la cantieristica e la costruzione di navi da crociera dall’alto valore unitario. Il trasporto su strada è la prima modalità scelta per le esportazioni verso il resto del mondo, con il 47,1% (87,9% verso l’Ue). Segue il trasporto marittimo con il 39,3%. Anche il trasporto ferroviario ha una quota significativa con il 3,3% (6,1% in Ue). I primi 5 mercati esteri di riferimento concentrano il 45,7% delle esportazioni. Al primo posto gli USA (16,3%), seguono Germania (12,9%), Francia (7,2%), Austria (4,8%) e UK (4,5%). L’elaborazione di un insieme di indici, che tengono conto delle specificità di ciascuna tipologia infrastrutturale, ha permesso di trarre delle valutazioni di sintesi sulle performance del sistema infrastrutturale regionale, evidenziando i possibili margini di intervento.
Le prestazioni infrastrutturali della regione nel suo complesso risultano disomogenee sul territorio evidenziando un potenziale importante che potrebbe essere valorizzato in tutte le province attraverso un’azione di coordinamento territoriale che tenga conto di una visione regionale e di macroarea. La provincia di Trieste si posiziona al 1.o posto in regione e all’11.o in Italia, grazie alla sua performance portuale (3.a in Italia) e ferroviaria (9.a in Italia), nonché al 3.o posto nella macroarea del Nord Est (dopo Verona e Bologna) e al 9.o in Italia per infrastrutture ferroviarie. I punti di forza si riscontrano nella dotazione (consistenza della rete ferroviaria, interamente elettrificata), nella funzionalità (massa assiale, copertura GSM-R, presenza di servizi di mobilità integrata in stazione, come TPL, taxi, metropolitana, posteggio bici, ecc.) e nella strategia (nonostante una spesa contenuta in opere ferroviarie in tutta la regione, si tratta quasi interamente di opere strategiche). La provincia di Gorizia, invece, si posiziona al 2.o posto in regione e all’14.o in Italia, grazie alla sua performance portuale (12.ain Italia), ferroviaria (11.ain Italia) e aeroportuale (38.o in Italia).